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27/08/2012

Chi può richiedere un Prestito?


CHI PUÒ RICHIEDERE UN PRESTITO

In linea di principio possono richiedere un prestito i lavoratori dipendenti, i lavoratori autonomi e i professionisti, i lavoratori atipici e i pensionati. A essere persi sono i requisiti richiesti per ogni categoria e le condizioni alle quali sono concessi i finanziamenti. Questo in pratica significa che se tutti possono richiedere un prestito, detto prestito non è necessariamente lo stesso, alle stesse condizioni, per tutti.

Vediamo nel dettaglio le soluzioni possibili.


Prestiti a Lavoratori dipendenti


Fanno parte della categoria dei lavoratori dipendenti tutte le persone che hanno un contratto di dipendenza diretta stipulato con un’azienda. Il contratto può essere a tempo determinato o indeterminato e a seconda delle tipologie cambiano i requisiti richiesti per la concessione dei prestiti dipendenti e le condizioni dello stesso.

In linea generale i dipendenti a tempo determinato possono ottenere prestiti e finanziamenti di durata non superiore a quella residua del contratto mentre, ovviamente, per i lavoratori assunti a tempo indeterminato questo limite non sussiste. Tuttavia, non tutte le Banche e le Finanziarie, benché previsto dalla legge, accordano prestiti ai lavoratori con contratto a termine.


Generalmente gli Istituti Finanziatori richiedono:

-        documento di identità in corso di validità

-        permesso di soggiorno (se stranieri)

-        codice fiscale

-        ultime 2 buste paga

-        CUD

-        modello 730


ed eventualmente:

-        pagamento utenze (luce, gas e telefono)

-        preventivo di spesa (per richieste superiori a 5.000 Euro)

-        ricevute affitto

-        ricevute ultime rate pagate (in presenza di altri finanziamenti in corso)

-        omologa di separazione o sentenza di porzio


Le condizioni del finanziamento prevedono l’erogazione di somme fino a 30.000 Euro, restituibili con rate fisse mensili in un lasso di tempo variabile da 12 gli 84 mesi. Le quote di rimborso sono pagate tramite RID (addebito automatico sul conto corrente), bollettino postale oppure con una trattenuta effettuata in busta paga direttamente dal datore di lavoro (Cessione del Quinto e Prestito con Delega).

In alcuni casi può essere richiesta una garanzia reale o personale.

 

Lavoratori autonomi e professionisti


I lavoratori autonomi e i professionisti sono possessori di P.IVA e non hanno un contratto di dipendenza diretta da un’azienda. Di conseguenza non hanno busta paga e non possono richiedere i prestiti per i quali fa da garanzia il reddito fisso rappresentato dallo stipendio.

Tuttavia anche autonomi e professionisti possono accedere a perse soluzioni di Prestito Personale, subordinatamente al possesso di determinati requisiti che garantiscano la Banca o la Finanziaria circa la loro solvibilità.


Per accordare un prestito a queste categorie di lavoratori, solitamente gli Istituti Finanziatori richiedono:

-        documento di identità in corso di validità

-        permesso di soggiorno (se stranieri)

-        codice fiscale

-        iscrizione C.C.I.A.A.

-        iscrizione Albo

-        Modello Unico ultimi 2 anni

-        ricevute di pagamento imposte (F24)

-        polizza vita riscattabile (3 anni di decorrenza)


ed eventualmente:

-        pagamento utenze (luce, gas e telefono)

-        preventivo di spesa (per richieste superiori a 5.000 Euro)

-        ricevute affitto

-        ricevute ultime rate pagate (in presenza di altri finanziamenti in corso)

-        omologa di separazione o sentenza di porzio


Le condizioni del finanziamento prevedono l’erogazione di somme fino a 30.000 Euro, o pari al massimo al valore riscattabile della polizza vita, restituibili con rate fisse mensili in un lasso di tempo variabile da 12 a 84 mesi. Le quote di rimborso sono versate tramite RID (addebito automatico sul conto corrente) o bollettino postale.

Può anche essere richiesta una garanzia reale o personale.

 

Lavoratori atipici


Rientrano nel novero dei lavoratori atipici tutti i titolari di contratti a progetto, collaborazioni coordinate e continuative e contratti di somministrazione. Si ha dunque a che fare con situazioni lavorative temporanee, non continuative e contraddistinte da una forte precarietà. Caratteristiche non viste di buon grado da Banche e Finanziarie, che difficilmente accordano prestiti e finanziamenti ai lavoratori con questi requisiti a meno di poter contare su un garante oppure su un bene immobile o una proprietà di valore. La garanzia dunque, per questa tipologia di prestiti, è sempre necessaria.


Una novità importante, introdotta recentemente, è la stipula di accordi tra gli Istituti Finanziatori e le Regioni (o Province e Comuni) per la creazione di un Fondo di Garanzia per lavoratori precari e atipici. Questi Fondi infatti garantiscono alle Banche e alle Finanziarie di avere un rimborso sicuro e privo di inconvenienti in caso di perdita del lavoro da parte di chi ha contratto il prestito.

La creazione dei Fondi per ora è limitata ad alcune Regioni, ma l’iniziativa sta prendendo piede e già perse realtà creditizie stanno aderendo al progetto, concedendo prestiti ai lavoratori atipici a condizioni particolarmente vantaggiose.


I requisiti richiesti e le condizioni sono abbastanza morbidi:

-        età inferiore a 35 anni

-        6 mesi di lavoro nell’anno in corso (il lavoro può anche essere non continuativo e maturato presso aziende/società differenti)

-        dilazione pari al doppio della durata residua del contratto di lavoro


A questa casistica si aggiungono le categorie dei cattivi pagatori e dei protestati o pignorati.

 

Cattivi pagatori


Sono così definite le persone che hanno contratto un prestito e hanno pagato in ritardo una o più rate o hanno accumulato delle insolvenze.

In questo caso ottenere un nuovo finanziamento è molto difficile, perché il nominativo di questi soggetti è inserito nelle banche dati consultate da Banche e Finanziarie per effettuare le valutazioni di solvibilità preventive alla concessione di credito.


Tuttavia esistono alcuni tipi di prestiti che possono essere richiesti anche da chi si trova nelle condizioni sopra descritte. I Finanziamenti in questione sono:

-        il Prestito Ipotecario

-        la Cessione del Quinto

-        il Prestito con Delega


Il primo è un prestito concesso a fonte di una garanzia reale (un immobile), mentre la Cessione del Quinto e il Prestito con Delega sono due finanziamenti particolarmente flessibili e adatti anche a chi non può contare sulla firma di un terzo che faccia da garante o su un bene ipotecabile. La garanzia della Cessione del Quinto e del prestito con Delega è infatti rappresentata dalla certezza di un reddito fisso e continuativo costituito dallo stipendio di un lavoratore assunto con contratto a tempo indeterminato o da una pensione.

 

Protestati e pignorati


I protestati sono persone che hanno subito un protesto. Il protesto è un atto giuridico in forma scritta con il quale un pubblico ufficiale accerta il rifiuto da parte di un debitore a pagare una cambiale o un assegno. In conseguenza del protesto, il debitore o protestato è iscritto nelle liste dei protesti e si vede negare l’accesso al credito.


Analogamente, i pignorati sono persone che hanno subito un pignoramento. Il pignoramento è un atto giuridico con cui si effettua l’esproprio forzato di uno o più beni mobili e immobili o di un capitale. Anche il pignoramento determina l’immediata esclusione del pignorato dall’accesso al credito, in seguito all’iscrizione nelle banche dati dei pignorati.


Per le persone che si trovano in queste condizioni l’unica soluzione per ottenere un finanziamento è stipulare la Cessione del Quinto o il Prestito con Delega. Questi due tipi di prestiti infatti sono garantiti dal reddito fisso rappresentato dallo stipendio di un contratto a tempo indeterminato o da una pensione, ragione per cui le Banche e le Finanziarie ritengono solvibile il debitore, a prescindere da qualsiasi altra eventuale situazione creditizia negativa.

 

Pensionati


In linea di principio, tutti i pensionati fino a 88 anni di età e residenti in Italia possono richiedere e ottenere un prestito. Alcune Banche e Finanziarie addirittura elevano il limite dell’età finanziabile a 90 anni. Tuttavia esistono dei requisiti precisi per poter fare domanda di finanziamento che restringono la forbice di accesso al credito.


Il primo limite è rappresentato dal tipo di pensione percepita, non tutte infatti sono ritenute una garanzia sufficiente da Banche e Finanziarie per concedere un prestito. Sono finanziabili:

-        pensioni di anzianità

-        pensioni di vecchiaia

-        pensioni di reversibilità


mentre sono escluse dal novero: pensioni o assegni sociali, pensioni di invalidità civile, assegni mensili di accompagnamento, assegni di sostegno al reddito, assegni al nucleo familiare. Inoltre la Finanziaria 2005 stabilisce che deve sempre essere garantita una pensione minima che non può essere intaccata da alcun tipo di finanziamento. Tale pensione minima è stabilita di anno in anno e l’importo fissato per il 2010 è di 460,97 Euro mensili, pari a 5.992,61 Euro annui.


Il secondo limite è rappresentato dal tipo di rapporto di lavoro avuto e dall’Ente che eroga la pensione. Per ottenere un prestito è infatti necessario aver prestato servizio presso un’Amministrazione Pubblica (Comuni, Province, regioni, Asl, Enti), Statale, Ministeriale o in un’Azienda Privata (S.p.A., S.R.L., Cooperative, Onlus) ed essere iscritto a un Ente Previdenziale convenzionato con una o più Banche e Finanziarie. Tra questi i principali sono l’Inps e l’Inpdap, che garantiscono convenzioni con un alto numero di Istituti di Credito e offrono garanzie tali per cui la concessione del finanziamento è solitamente più agevole, fermo restando il possesso di tutti i requisiti necessari da parte del richiedente.


Per ottenere un prestito i pensionati devono presentare:

-        documento di identità in corso di validità

-        permesso di soggiorno (se stranieri)

-        codice fiscale

-        ultimi 2 cedolini della pensione

-        OBIS

-        modello 730


ed eventualmente:

-        pagamento utenze (luce, gas e telefono)

-        preventivo di spesa (per richieste superiori a 5.000 Euro)

-        ricevute affitto

-        ricevute ultime rate pagate (in presenza di altri finanziamenti in corso)

-        omologa di separazione o sentenza di porzio


Le condizioni del finanziamento prevedono l’erogazione di somme fino a 30.000 Euro, restituibili con rate fisse mensili in un lasso di tempo variabile in base all’età del richiedente. Il finanziamento infatti deve terminare entro l’88° (o il 90°) anno di età del richiedente. Le quote di rimborso sono pagate tramite una trattenuta effettuata sul cedolino della pensione direttamente dall’Ente Pensionistico (Cessione del Quinto).