02/08/2010
In arrivo vantaggi e maggiori tutele per i consumatori in materia di Diritto di Recesso. Al varo del Governo nuove norme per finanziamenti, mutui e microcredito. Di Silvia Artana
Buone notizie per i consumatori. A breve sarà possibile restituire un bene o un servizio che si sta comprando a rate e recedere dal contratto di finanziamento senza l’obbligo di pagare l’intera somma e con la possibilità di esercitare il diritto di rimborso se il bene o il servizio non hanno le caratteristiche previste o se il fornitore si dimostra inadempiente. Per fare un esempio concreto, se il signor Rossi compra un’auto con un finanziamento e mentre sta pagando le rate l’auto presenta uno o più difetti di fabbricazione non risolvibili in via definitiva, può restituirla, annullare il contratto di finanziamento e farsi rimborsare la somma che ha già pagato. Stesso discorso anche se, per dire, inizia a pagare le rate e il rivenditore non rispetta i termini previsti per la consegna. Se invece è il contratto principale di acquisto a presentare vizi o difformità, l’annullamento del contratto di finanziamento è automatico.
Il “rafforzamento del diritto di recesso” è solo una delle novità previste dallo schema di Decreto Legislativo attualmente al vaglio del Consiglio dei Ministri che recepisce la Direttiva 2008/48 CE in materia di credito al consumo e riordino del sistema finanziario. Le altre riguardano i requisiti di Società Finanziarie, Mediatori Creditizi e Agenti in attività Finanziaria, l’attività di vigilanza sugli stessi, le caratteristiche di trasparenza e veridicità della pubblicità di Banche e Finanziarie, le condizioni dei contratti di mutuo e l’erogazione del microcredito.
Il riordino del settore del credito al consumo, con la revisione dei requisiti degli operatori e la riorganizzazione dell’attività di vigilanza, è uno dei punti caldi del Decreto Legislativo che sta per essere approvato. In pratica la nuova normativa prevede che tutte le Società Finanziarie rivedano il proprio stato patrimoniale, con l’obbligo di strutturarsi in Società di Capitale e di sottostare alla vigilanza diretta di Bankitalia. Un provvedimento che nelle intenzioni del Governo vuole tutelare i consumatori ma che, determinando la cancellazione di un gran numero di operatori di piccole e medie dimensioni, rischia di spingere i cosiddetti clienti non bancabili verso forme alternative di credito, spesso non legali. Lo stesso provvedimento stabilisce anche un inasprimento dei requisiti richiesti a Mediatori Creditizi e Agenti in attività Finanziaria per iscriversi agli Albi di Categoria.
Per quanto riguarda le condizioni dei contratti di mutuo, lo schema di Decreto Legislativo in via di approvazione prevede l’abolizione dello ius variandi, il diritto esercitato dalla Banca di modificare unilateralmente il tasso di interesse, anche a discapito del cliente. Questo significa che ogni eventuale variazione apportata a un contratto di mutuo deve essere concordata tra l’Istituto Bancario e il consumatore e approvata da quest’ultimo. Altre due modifiche importanti riguardano la cancellazione automatica delle ipoteche e la portabilità dei mutui. Nel primo caso è prevista la limitazione dell’operazione alle sole operazioni di credito fondiario, mentre nel secondo la possibilità di trasferire il mutuo da una Banca a un’altra è estesa anche alle imprese.