1.Gli accordi europei di cambio sono stipulati nell’ambito del Sistema monetario europeo (nel 1979), in base ai quali furono fissati i limiti massimi di oscillazione bilaterali consentiti ai cambi di mercato delle valute. Facevano parte di tali accordi il marco tedesco, e il franco francese, il fiorino olandese, il franco belga e quello lussemburghese, la corona danese, la sterlina irlandese, la peseta spagnola, l’escudo portoghese, la sterlina inglese, lo scellino austriaco, la dracma greca, la lira italiana. La lira italiana uscì dallo Sme dal 17/09/1992 al 24/11/1996 2. nel 1999 sono entrati in vigore gli accordi che hanno sostituito quelli del 1979. Forniscono l’assetto per la cooperazione nelle politiche del cambio tra i Paesi dell’area euro e gli Stati membri della Ue che non ne fanno parte. La partecipazione agli accordi europei di cambio II è volontaria. Gli interventi sul mercato dei cambi ai margini della banda di fluttuazione sono, in linea di principio automatici e illimitati, con disponibilità di finanziamento a brevissimo termine. La banca centrale europea e le banche centrali nazionali partecipanti al meccanismo possono tuttavia sospendere gli interventi automatici qualora questi sono in conflitto con l’obbiettivo di mantenimento della stabilità dei prezzi.
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