EURO

Moneta che dal primo gennaio 1999 è stata adottata da tutti i Paesi che come l’Italia sono membri dell’Unione economica e monetari, e cioè tutti i Paesi dell’Unione Europea con l’esclusione di Gran Bretagna, Svezia e Danimarca. Con la successiva fusione nell’euro della dracma greca (la Grecia ha conseguito in ritardo i parametri di Mastricht), i Paesi che oggi compongono l’Uem sono 12. Il nome stabilito dal Consiglio europeo nella riunione tenutasi a Madrid il 15/12/1996, è stato scelto in quanto rappresenta la radice comune delle parole che nelle diverse lingue dei Paesi appartenenti all’Unione indica l’Europa. Nella stessa riunione venivano stabilito inoltre i 4 criteri di convergenza che i singoli Paesi avrebbero dovuto rispettare:

  1. Rapporto tra deficit pubblico e Pil inferiore al 3%;
  2. Rapporto tra debito pubblico e Pil inferiore al 60%
  3. Tasso di inflazione non superiore a quello medio dei 3 paesi più virtuosi maggiorato dell’1,5%,
  4. Tasso di interesse dei titoli di Stato a lungo termine non superiore a quello medio dei tre Paesi più virtuosi maggiorato del 2%

Il 1 gennaio 1999 ha avuto inizio la cosiddetta terza fase prevista dal trattato di Mastricht relativamente all’unificazione monetaria dei paesi aderenti all’Unione Europea. Fino al 31 dicembre 2001 l’euro è esistito unicamente come unità di conto e mezzo di pagamento scritturale e non quindi come mezzo di pagamento in contanti. La lira e le altre monete nazionali hanno continuato ad avere corso legale solo come denominazione nazionale dell’euro fino al 28/02/2002, data entro cui le divise nazionali dei Paesi aderenti all’Uem sono state definitivamente sostituite. I tassi utilizzati dalla conversione in euro delle singole monete nazionali sono stati irrevocabilmente fissati dal Consiglio europeo, mentre la conversione dell’Ecu in euro è stata effettuata al tasso di 1:1, il ritiro e la conversione delle monete nazionali da parte dei sistemi bancari è iniziato dalla data di entrata in circolazione delle banconote e monete metalliche in euro (1 gennaio 2002), emesse dalla Banca centrale europea (Bce) e dalle Banche centrali nazionali. Dopo il 1 marzo 2002 è ancora possibile operare la sostituzione solo presso queste ultime. L’euro è frazionato in 100 centesimi e suddiviso nelle unità monetarie nazionali (le quali mantengono le relative suddivisioni), al fine di conseguire un’equivalenza automatica tra l’euro e le monete degli Stati partecipanti, ai tassi fissi di conversione stabiliti.

Durante il periodo transitorio che va dal 01 gennaio 1999 al 31 dicembre 2001, gli operatori economici in base al principio "nessuna proibizione nessun obbligo" hanno potuto utilizzare sia l’euro sia le monete nazionali. Dal 31 dicembre 2001 i riferimenti alle monete nazionali si intendono come riferimenti all’euro ai tassi di conversione stabiliti (per l’Italia 1 euro=1936,27 lire).

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Chiari, Coerenti e Unici


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