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Guida ai prestiti

Guida ai Prestiti per Dipendenti

I lavoratori dipendenti, del settore pubblico o privato, possono accedere a diverse forme di finanziamento, purché siano assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminato. Gli istituti finanziari offrono svariate soluzioni di investimento, distinguibili a seconda dell'esigenza da soddisfare e del profilo del richiedente.

Queste alternative possono essere sintetizzate in tre diverse categorie:


I PRESTITI PERSONALI

Lo scopo dei prestiti personali è quello di mettere a disposizione del lavoratore una somma di denaro che risponda a un momentaneo bisogno di liquidità. Il finanziamento è dunque concesso per esigenze personali o familiari: far fronte a spese impreviste di varia natura o permettere l'acquisto di un bene o di un servizio sono le motivazioni principali che spingono il lavoratore a richiedere un finanziamento. I prestiti personali sono concessi in genere per un ammontare compreso entro i 70.000 euro e possono essere rimborsati in un periodo massimo di 10 anni. I lavoratori impiegati nel settore privato possono rivolgersi a qualsiasi istituto autorizzato, anche operante on line, per conoscere i dettagli delle condizioni economiche del prestito e concordare con l'istituto le modalità di accredito e rimborso. Il tasso di interesse è fisso per tutta la durata del prestito ed eventuali spese accessorie a carico del debitore sono specificate in sede di definizione del contratto. Il singolo istituto, quando valuta la domanda di credito, può richiedere la presentazione di garanzie aggiuntive rispetto alla sola capacità di reddito del richiedente. In questo senso spesso l'intermediario finanziario si tutela richiedendo la fideiussione di un terzo. Il discorso è leggermente diverso per i dipendenti del settore pubblico, che possono avere accesso alla gamma di strumenti finanziari che costituiscono i prestiti INPDAP. Si tratta di prestiti che vengono erogati direttamente dall'ente previdenziale o dagli istituti di credito convenzionati. Oltre ai piccoli prestiti, di ammontare contenuto, sono richiedibili prestiti pluriennali e mutui per l'acquisto della prima casa. 

I PRESTITI CON CESSIONE DEL QUINTO

In alternativa ai prestiti personali, i lavoratori dipendenti possono richiedere un finanziamento con cessione del quinto dello stipendio. L'elemento caratteristico di questo tipo di finanziamento - introdotto in Italia e regolato dalle norme contenute nel DpR n. 180/1950 - risiede nella modalità di restituzione del prestito: la rata mensile, il cui importo non può superare il quinto dello stipendio netto, viene trattenuta dal datore di lavoro e versata all'istituto bancario erogante. Proprio perché spetta al datore di lavoro gestire i pagamenti, la concessione del prestito con cessione del quinto è subordinata alla sua approvazione. Trattandosi di un prestito a basso rischio per l'istituto di credito, viene concesso anche se il richiedente risulta un cattivo pagatore o abbia subito in precedenza pignoramenti o protesti.

LA DELEGAZIONE DI PAGAMENTO

La delegazione di pagamento è anche nota come cessione del doppio quinto. Come suggerito dallo stesso nome, chi ricorre a questo strumento finanziario può richiedere un prestito personale e rimborsarlo mediante rate di importo massimo pari a due quinti dello stipendio netto mensile. Come nel caso della cessione del quinto, ad operare la ritenuta e il versamento della rata al creditore è il datore di lavoro. Spetta a quest'ultimo anche fornire l'autorizzazione per la conclusione del contratto. In genere, ai lavoratori dipendenti viene richiesto di aver maturato una certa anzianità lavorativa. È utile ricorrere a questo tipo di prestito quando si ha già un finanziamento con cessione del quinto e si ha bisogno di maggiore liquidità. Trattandosi di un'operazione poco rischiosa per l'istituto finanziario, rappresenta una buona opportunità di credito per tutti i lavoratori dipendenti, del settore pubblico o privato.

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